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GLOCALIZZAZIONE E MODERNITA' IN FRANTUMI

Ciao gbuini!
Come vi avevamo anticipato martedì scorso si è tenuta la terza conferenza dal tema “Glocalizzazione e modernità in frantumi”, relatore Valerio Bernardi, docente di Storia della cultura Materiale nell’Università degli studi della Basilicata. Vi chiederete il perché del termine “glocalizzazione” (no, non è un errore dattilografico!).

È  stato proprio questo l’incipit  attraverso cui siamo stati introdotti all’argomento.
Glocalizzazione è sostanzialmente un sinonimo del termine globalizzazione intesa però nei modi più vari in cui essa si esprime. È una situazione tipica del mondo contemporaneo che inizia dopo la prima guerra mondiale in conseguenza ai fenomeni dell’industrializzazione e della divisione internazionale del lavoro, nonchè della contemporanea affermazione degli Stati Uniti come superpotenza.

Spesso viene utilizzato il termine occidentalizzazione per indicare lo stesso processo: senza la mentalità dell’occidente non ci sarebbe stato nessun tentativo di mettere in rete tutto il mondo da un punto di vista sia sociale che economico. E per occidente intendiamo quella cultura che in Europa si è formata dopo il Medioevo e che ha portato alla prevalenza culturale, scientifica e tecnologica  tipica del mondo moderno.

Volendo dare dei confini storici al processo di modernizzazione potremmo collocarlo a partire dal XVI secolo, dove sono stati pregnanti alcuni eventi che hanno al fine rivoluzionato il modo di pensare tra i quali sicuramente il protestantesimo, l’illuminismo, il colonialismo e la fine del feudalesimo.

Ma qual è la posizione del cristianesimo in relazione a tutto ciò? Potremmo affermare che il cristianesimo, a differenza dell’ebraismo, è una religione globale: Cristo infatti è venuto per salvare tutto il mondo senza distinzioni etniche o razziali. Inoltre esso è a favore della giustizia sociale, nonostante l’occidentalizzazione sia stato un processo violento e discriminante.  Tuttavia dobbiamo comunque assumere un atteggiamento critico a riguardo in quanto se da un lato la globalizzazione è una grande occasione per l’evangelizzazione multiculturale dall’altro non possiamo accettare gli abusi del libero mercato che vanno contro il nostro senso di giustizia. Come in ogni cosa anche qui è importante non essere in ritardo nei confronti del mondo, sapendo cogliere le positività e rifiutando ciò che ostacola la morale e l’etica cristiana.

Speriamo di essere riuscite a trasmettervi un po’ di quello che Valerio Bernardi, con estrema chiarezza e simpatia, ci ha insegnato e ne approfittiamo per ricordarvi l’ultima conferenza del 18 maggio sulle radici storiche del pacifismo. Alla prossima!

Eunice, Giusy e Mary Free